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"Una legge per la dignità del corpo delle donne"

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"E' il tema della libertà civile dell'Italia, che è una posta in gioco altissima, che ci passa davanti senza che quasi ce ne accorgiamo.

Oggi più che mai essa passa dalla libertà delle donne, misura della civiltà di una nazione. L'uso del corpo delle donne è giunto a livelli insopportabili.

Le nostre città sono piene di immagini che esibiscono donne eternamente nude e giovani, d'estate e d'inverno.

La televisione in quella crescente spazzatura che ci propone ogni giorno presenta corpi femminili  come oggetti.

Donne come oggetto di largo consumo: è il modello che sta viziando la nostra cultura. Che domina in tv e sulle copertine di settimanali a larga tiratura.

E' il modello patinato dell'Italia berlusconiana, che usa le donne e le getta. E poi si autoassolve con un ammiccamento. Perché nessuno è un santo. E perché così fan tutti. O tutti vorrebbero fare così.

Corpi come privi di anima, che fanno sognare ad adolescenti infelici una vita da veline come massima ambizione. E sono le vittime, non i colpevoli.

Oppure ci parlano di un mondo femminile che ha poco a che fare con la vita di tutti i giorni, fatto di intrighi, di tradimenti, di valori mercantili, di consumatrici di sentimenti e di vestiti.

Oppure tacciono, più semplicemente, la realtà, scelgono, le Tv, di non raccontare la storia vera delle donne italiane, speranze, condizioni, sconfitte e vittorie.

Ecco la mia proposta: faccia il Parlamento una legge antisessista che sanzioni i comportamenti contro la dignità delle donne, a partire dalla pubblicità e dalla carta stampata. Certo, ognuno dovrebbe fare la sua parte.

Penso alla politica. Penso per esempio che la selezione delle classi dirigenti di un paese sia un lavoro davvero importante e delicato.

Possono essere la lunghezza delle gambe o il colore degli occhi, o la propensione alla seduttività requisiti essenziali, e in qualche caso gli unici per qualificare la presenza delle donne nelle istituzioni?

Non dovrebbe valere il principio liberale delle capacità intellettuali e dell'onestà come prerequisiti dell'etica pubblica?

Ebbene. Se il chi ha offeso le donne non sente di scusarsi per come ha trattato le donne, per come continua a trattarle, lo faccio io. Io vi chiedo scusa. A nome di tutti gli uomini di questo paese.

Chiedo scusa per non esserci opposti con sufficiente consapevolezza e forza a questa deriva volgare e offensiva della dignità di tutte le donne italiane.

Sul corpo delle donne si sta combattendo una delle più grandi battaglie della storia dell'umanità: la libertà e la dignità contro la violenza e i fondamentalismi".

 


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