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Ddl corruzione: voto di fiducia sul testo delle commissioni

12 Giugno 2012

"Se il Governo metterà la fiducia sul disegno di legge anticorruzione dovrà essere sul testo uscito dalle commissioni". Lo ha ribadito Dario Franceschini, intervenendo in Aula alla Camera dopo che il ministro Piero Giarda ha chiesto uno slittamento dell'esame del Ddl.   "Il ministro, nel preannunciare più volte il voto di fiducia, ha indicato che il testo è quello delle commissioni."  "Noi avremmo voluto apportare ulteriori miglioramenti, ma visto che ciò non è possibile, l'unica strada è la fiducia sul testo uscito dalle Commissioni, rispetto al quale non possiamo accettare arretramenti.  Per il Pd questa è l'unica possibilità".

Il testo del maxiemendamento al Ddl anticorruzione messo a punto dal Governo, non è piaciuto al PdL che ne ha chiesto sostanziali modifiche in una riunione con il Guardasigilli Paola Severino e gli altri capigruppo della maggioranza in commissione Giustizia.  Nel provvedimento arrivato a Montecitorio c'erano infatti alcune norme, tra le quali l'estensione al 319 quater del codice penale (induzione indebita a dare o promettere utilità) dell'interdizione dai pubblici uffici, che non sono risultate gradite ai pidiellini.  In discussione anche l'emendamento, targato PD e approvato in Commissione, che aumenta le pene, massime e minime, per il reato di "corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio", ma sul testo approvato dalla Commissione ha fatto muro il capogruppo dei Democratici, Dario Franceschini, che ha opposto un secco rifiuto a qualsiasi modifica.  

Al termine della riunione ci si sarebbe quindi orientati a non modificare il testo uscito dalle commissioni, optando per far votare dall'Aula il testo così come uscito dalla Commissione e senza maxiemendamento, inammissibile in quanto -  come spiegato dalla vicepresidenza di Montecitorio - il ricorso ad esso dovrebbe essere giustificato da 'sostanziali modifiche al testo' e non solo solo 'semplici coordinamenti formali'.
Si è arrivati così alla decisione di porre quindi tre distinte questioni di fiducia sui tre articoli clou del testo, l'art. 10 (incandidabilità dei condannati), l'art. 13 (le norme penali con nuovi reati come il traffico di influenze) e infine l'art. 14 (la corruzione tra privati), ovvero la parte penale del Ddl, riprendendo poi la normale votazione su tutti i restanti articoli fino al 20.

I voti di fiducia avranno luogo domani alle 12, alle 15 e alle 18, secondo quanto deciso dalla Conferenza dei capigruppo della Camera, e il voto finale sul testo del Ddl si terrà giovedì pomeriggio.

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